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Full text of "Osservazioni intorno ad un caso di micosi fungoide"

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OSSERVAZIONI 

intorno ad un caso di Micosi fungoide 

PEL DOTT. G. B. Fiocco 



Primario Dermosifllopata dell’ Ospedale Civile di Venezia 
Libero docente di Dermosifllopatia 



Estratto dal Periodico la Rivista Veneta di Scienze Mediche 
Anno XXII - Fase. VII. - 15 Aprile 1905 




TIPOGRAFIA SOCIETÀ DI M. S. FRA COMPOSITORI TIPOGRAFI 

KJO5 



■' 1 



Un nuovo caso di Micosi fungoide, che ho avuto T opportu- 
nità di poter seguire nei suoi ultimi periodi, fino alla morte, i ri- 
sultati del reperto anatomo-patologico nonché le eseguite ricerche 
ematologiche ed istologiche, mi risospingono a trattare di questa 
importante dermatosi intorno alla quale già fino dal 1902 pubblicai : 
« Ricerche cliniche, anatomo patologiche e sperimentali intorno 
alla micosi fungoide ». In quel lavoro descrissi quattro nuovi casi 
della malattia con un reperto anatomo patologico di uno di questi am- 
malati morto nella clinica Dermopatiica di Padova, assieme al re- 
perto anatomo-patologico di un altro caso che era stato oggetto 
di speciale studio del mio maestro, il prof. Achille Breda. 

Non credo ozioso ritornare sopra questo argomento perchè 
oggi più che mài si va accalorando la disputa intorno alla ge- 
nesi di questa malattia assai rara, di cui abbastanza recentemente 
Hallopeau e Leredde, i due A A. i quali specialmente si interessa- 
rono di questa dermatosi, parlando del quadro d’ insieme della ma- 
lattia cosi scrissero : « Noi abbiamo cercato di dare un quadro 
» d’ insieme della Micosi fungoide, ma questo di necessità è ancora 
» incompleto e noi non sappiamo se non sia destinato a rimaner 
» sempre tale, poiché ogni nuova osservazione ci presenta delle 
» particolarità individuali ». 



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L’ ammalata, una certa Andrioni Lucia, vecchia contadina del 
Basso Polesine, di 68 anni, soffriva da tempo lunghissimo di pru- 
rito (l’ ammalata afferma che fino dall’ infanzia presentava cute 
brunastra, secca, pruriginosa), prurito localizzato al lato ostensorio 
degli arti, agli inguini, ascelle e collo. A quanto pare in queste 
regioni la cute era ispessita, rosso-bruna, secca (lichenificazione da 
prurito dei Francesi ?). 

Da sei anni nei punti maggiormente colpiti da prurito com- 
parve una dermatosi a tipo eczematoso, dapprima limitata, che si 
diffuse, poi per focolai successivi a tipo di eczema a dischi, al tronco 
ed al collo. Il comparire di questa forma si accompagnò a males- 
sere generale, insonnia, prurito intollerabile e crisi di sudore. 

Di queste espulsioni, quando io vidi l’ ammalata nel settembre 
1903, si notavano ancora tracce evidenti sotto forma di aree di 
cute pigmentata, specialmente marcata al dorso posteriormente. 
Curata con pomata all’ Ittiolo, questa forma, dopo qualche mese 
di permanenza, scomparve completamente, lasciando la paziente in 
in uno stato di benessere relativo e mite prurito ai soliti punti 
prima colpiti. 

Verso r agosto 1902 1’ eczema ricomparve col solito tipo, a 
dischi, ma poi tutta la cute ammalò all’ infuori, di quella del capo 
delle mani e dei piedi. Si notò arrossamento, aumento di calore, 
ispessimento e desquamazione abbondante. Le squame in alcuni 
punti erano semplicemente pitiriasiche, in altri piuttosto larghe, 
grigio- giallastre ; al ventre, nei punti ove esistevano dischi di 
eczema, si presentarono degli infiltrati pastosi i quali in alcuni 
punti, a detta del medico curante, avevano 1’ aspetto di tumori 
pianeggianti, ricoperti da sottile crosta giallastra. Il prurito era 
intensissimo, specie alla notte, e si accompagnava a crisi di sudore ; 
r ammalata godeva però di discreta salute. 

Questi infiltrati assieme allo stato desquarnativo della cute, 
andarono lentamente scomparendo fino a che, circa dopo quattro 
mesi, r ammalata si ritenne guarita. La cute però non riprese più 
r aspetto normale, si mantenne di colore rosso terreo ed era fa- 
cilmente desquamante. 

Nel luglio 1903 ricomparvero gli infiltrati in sedi però diverse 
dalle prime colpite. 

Settembre 1903 — Donna d’ aspetto sofferente con cute di 



j 



V 




I 




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colore terreo, pallida, scarso pannicolo adiposo ; masse muscolari 
floscie, poco sviluppate; mucose visibili pallide, senza alcuna a- 
terazione all’ infuori di uno stato eritematoso della lingua. Il cuoio 
capelluto presentava uno stato seborroico diffuso e molti capelli 
erano caduti. Collo, cute con tipo di lichenidcazione da prurito, 
sopra tutta la regione posteriore. Tronco, una ventina di tumori 
tipici, raicosici, pianeggianti, di grandezza varia da una nocciola ad un 
piccolo mandarino si sollevano sopra aree dì cute eritemato-squa- 
mosa. Framezzo a queste, delle aree di cute pigmentata rosso-bruna, 
pitiriasica, ultimi residui dei tumori e delle efflorescenze eczematoidi 
che avevano preceduto. Braccia, al lato interno speciameute, 
dieci a destra, otto a sinistra, tumori grandi come una nocciola 
od una noce, di colore rosso cupo, ricoperti di squame pitiriasiche, 
s’innalzano sopra cute uniformemente infiltrata rossa, squamosa. 
Questi tumori a differenza di quelli prima descritti sono fortemente 
ombellicati. Co%cie, alla radice, subito sotto il triangolo dello Scarpa, 
per ogni lato, quattro tumoretti ombellicati più peduncolati dei 
precedenti. Cute uniformemente infiltrata, rosso vinosa, con una 
diecina di aree seborroiche eczematose, ovoidali, grandi quanto un 
pezzo da cinque lire. Gambe, nuli’ altro che leggero sviluppo di 
varici. 

Ghiandole linfatiche. Tutte le superficiali sono ingrossate ; 
le più piccole come un fagiuolo, le più grosse come un ovo di pic- 
cione. Qualche ghiandola ingrossata la si palpa pure alla regione 
iliaca interna. Ghiandole indolenti, sia spontaneamente che alla 
palpazione, leggermente pastose al tatto. Polmone, normale. Cuore, 
all’ ascoltazione, al focolaio mitralico si sorprende un doppio soffio 
manifesto specialmente al secondo tono (l’ammalata da due anni si 
cura per fenomeni cardiaci i quali le procurano talora senso di 
dispnea specialmente alla notte). Fegato, ingrossato deborda di quat- 
tro dita dall’ arco costale. Milza, contenuta nei limiti normali. 
Stomaco, Intestini, normali nella loro funzione. Vescica, Reni, 
nessun disturbo : l’orina non contiene albumina, dà però una evidente 
reazione col reattivo di Tanret. Manca il glucosio. 

Venne praticato 1’ esame del sangue, ma sopra questo reperto 
ritornerò in appresso. 



La diagnosi di micosi fungoide si imponeva facilmente e pel 
momento venne iniziata una cura di iniezioni di acido arsenioso, 
durante la quale 1’ ammalata, nel corso di tre mesi vide scompa- 
rire per un certo tempo i tumori. In appresso però lo stato ecze- 
matoide si ripresentò e comparvero ancora tumori presso a poco 
nelle regioni prima indicate ; nuovi se ne formarono anche alle re- 
gioni ascellari, alla nuca e questi ultimi, per la presenza dei peli 
che stiravano in basso il tessuto neoforraato, avevano tipo legger- 
mente papillomatoso. In questo momento praticai l’ escisione di un 
tumoretto al braccio destro e di uno al dorso e ripetei V esame 
del sangue. 

Per un mese circa 1’ eruzione si mantenne stazionaria, poi len- 
tamente progredì ed al tronco alcune delle masse del tumore rag- 
giunsero il volume di grossa arancia, ulcerarono superficialmente. 

Nell’agosto 1904 esisteva tanto l’ eczematizzazione quanto 
tumori. In quel periodo le condizioni cardiache della paziente im- 
provvisamente si aggravarono ; non si rilevarono lesionii speciali 
agli organi interni ; solo il fegato debordava più di prima e pre- 
sentava bordo rotondeggiante. Venne ripetuto l’esame del sangue. 
Una bronco-polmonite fu 1’ ultimo episodio della malattia. 

Autopsia. — Cadavere discretamente conservato. Cute-giallo 
terrea, scarso pannicolo adiposo ; masse muscolari flacide. Le le- 
sioni eczematose così evidenti in vita, sono ora poco visibili e 
sono rappresentate da aree rosso-brune ricoperte di squame e di 
piccole croste: i tumori si sono fatti più flacidi e non mostrano 
alcuna aderenza con gli strati muscolari e colle fascie sottostanti. 
Sopra di questi non esistono vere ulcerazioni, ma solo delle ero- 
sioni superficiali nei maggiori ; la superficie in tal caso è ricoperta 
di croste giallo-brune, mentre quelli non ulcerati hanno solo una 
squama pitiriasica e delle crosticine giallastre. Il numero totale dei 
tumori ò di 54 ; prevalgono al tronco, braccia, coscio ; la gran- 
dezza loro varia da un fagiolo ad un grosso mandarino. 

Tonsille — Leggermente ingrossate, grigio-gialle. Lingua nor- 
male, come pure 1’ epiglottide e la laringe. Polmoni, leggero ver- 
samento pleurico bilaterale di liquido sieroso leggermente coipu- 






scolato. Polmone destro poco arcato all’ apice : il resto in istadio 
di epatizzazione grigio-rossa. Polmone sinistro atelettasico m gran 
parte con fatti di ipostasi. Cuore, pericardio, leggero versamonto 
(circa 300 c. c. di liquido siero citrino. Retrazione della val- 
vola mitralica ; muscoli papillari duri ; numerose placche di ate- 
roma aortico; muscolo cardiaco flaccido, rosso-bruno, sottile, senza 
speciali alterazioni. Ghiandole mediastiniche, si nota leggero in- 
grossamento. Fegato, assai ingrossato, del peso di 1460 grammi. 
Glissoniaua leggermente ispessita : 1’ organo al taglio presenta aree 
gialle ed altre rosso-brune che ricordano alquanto il fegato noce 
moscata: Segni manifesti di degenerazione grassa dell'organo, nes- 
sun nodo. Milza, leggermente ingrossata, capsula ispessita : polpa 
poco fluente brunastra : in questa spiccano i follicoli bianchi come 
dei grani di sagù: nessun nodo. Reni, grossi congesti, con mani- 
festa degenerazione grassa, senza alcun nodo apparente. Capsule 
soprarenali, quattro volte il volume normale, giallo-brune, con 
emorragie parenchimali. Pancreas, normale. Stomaco, normale. 
Intestino, leggero catarro, sembrano ingrossate alquanto le placche 
del Peyer. Ghiandole retro peritoneali, leggermente aumentate 
di volume. Organi genito -urinari, normali. Ghiandole linfatiche 
periferiche, tutte ingrossate; di consistenza pastosa, grigiastre al 
taglio. Midollo osseo, alla regione costale non si ottiene che scarso 
materiale giallo rosso. Ossa lunghe, midollo di colore grigio ro- 
seo, e giallo-roseo per punti. Cervello- Midollo spinale, nulla di 
anormale macroscopicamente. 

Vennero raccolti pezzi dei diversi organi e flssati in varii li- 
quidi a scopo di ricerche istologiche e batteriche. Col materiale 
tolto dal midollo delle ossa lunghe tentai delle culture in agar e 
gelatina : il risultato di queste ricerche fu negativo. Non tentai 
ricerche batteriologiche dagli altri organi interni, perchè è troppo 
noto che, subito dopo la morte, questi vengono invasi da una ab- 
bondante flora batterica la quale deriva dall’ intestino. 

Per quattro volte praticai l’ esame del sangue dal settembre 
1903 all’ ogosto 1904, ed i risultati, che hanno uno speciale im- 
portanza nello studio della malattia, li ho raccolti in una tabella 
generale (v. sotto) dalla quale risulta che il numero delle emazie si 
mantenne entro i limiti normali e che nel rapporto leucocitario era 
alquanto alterato soltanto il numero dei linfociti. Due volte ho ese- 



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guiie ricerche sul plasma nel senso di ricercare il potere leucolitico 
di questo e quello emolitico. Il siero non si dimostrò mai emolitico, 
ma mentre conservava bene i globuli rossi, quelli bianchi specie 
i polinucleati ed i grandi monucleati (pel metodo seguito in que- 
sti esami mi riferisco a quanto scrissi nel lavoro precedente) ve- 
nivano distrutti con grande facilità cosicché erano completamente 
scomparsi dopo 18 ore: I linfociti invece e le cellule eosinofile si 
mantenevano ancora dopo 48 ore. Esisteva quindi anche in questo 
caso un manifesto potere leucolitico nel sangue di questa Micosica. 

Esame istologico 

Cute d’ aspetto normale (dal cadavere) — leggera parache- 
ratosi in alcuni punti ; a questi corrisponde una accantosi più o 
meno sviluppata ed atrofia dello strato granuloso. Non ho mai 
potuto osservare quegli spazi a tipo vescicolare (nidi cellulari) de 
scritti dal Leredde, entro ai quali si troverebbero dei linfociti e 
dei polinucleari in numero diverso. Discreto edema epidermico 
e qui e colà, nuclei di degenerazione a pallone delle cellule mal- 
pigniaue; lo strato basale normale, non presenta fibrillazione; ca- 
riocinesi in discreto numero, qualche spirale del Herxheiraer. — 
Papille : edema discreto. Vasi sanguigni con endotellio assai visi- 
bile ad elementi ipertrofici : all’ infuori di qualche leucocita (leuco- 
cita polinucleato) e di alcune cellule connettivali ipertrofiche uul- 
l’altro si osserva. Nello stato reticolare si osservano due fatti ; 
l.° Una infiltrazione a carattere infiammatorio banale perivasale, in 
molti punti, specialmente lungo i vasi che decorrono orizzontal- 
mente. 2.® Fra questi si osservano dei piccoli nuclei ovoidali, 
piriformi ecc. i quali meritano di essere specialmente ricordati : 
Hanno questi limiti assai precisi in genere ; Cercando le lesioni 
più iniziali si nota dapprima un rilevante edema perivasale (peri- 
teliale): entro a questo spazio si raccoglie qualche leucocita po- 
linucleato ed alcuni elementi i quali rassomigliano ai linfociti. I con- 
nettivi periferici in questo momento si comportano passivamente 
lasciandosi spostare dal plasma e dai leucociti, i fasci connettivali 
vengono sfascicolati, e si ha così un grossolano accenno ad un 
reticolo, entro al quale si dispongono gli elementi leucocitari. — 
Passato questo periodo la passività dei connettivi scompare: Al- 



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Clini punti delle fibre connettivali assumono manifesta basofìlia 
(pìrouinofllia) in tote. I nuclei si rendono evidenti per aumento 
della sostanza cromatica: da ovoidali si fanno rotondeggianti e 
qui e colà cominciano à s[ecificarsi degli elementi con tutti i ca- 
ratteri delle plasmacellule tipiche, in diretta derivazione dai con- 
nettivi, derivazione facile a controllarsi confrontando il metodo 
Unna-Pappenheim per il protoplasma basofilo con quello usato dal 
Bosellini per studiare la sostanza cromatica dei nuclei nei pla- 
smomi. Con questo metodo si mettono in evidenza nella periferia 
del nodulo alcune cariocinesi nei connettivi stessi, per cui tre 
fatti speciali si notano in questo momento: l.“La sfibrillazione e 
l’edema (fatto passivo): 2.° Moltiplicazione cariocinetica alla peri- 
feria: 3.° Trasformazione plasmacellulare dei connettivi i quali 
hanno assunto una speciale basofilia. 

Nei maggiori infiltrati esiste un reticolo evidente, reticolo che, 
come tutti oggi ritengono, è direttamente formato dai collageni. 
Il processo in massima parte è dovuto quindi a compartecipazione 
attiva dei connettivi, solo in piccolissima parte all’aggiungersi per 
immigrazione di elementi leucocitari (polimorfi) : mancano le cellule 
eosinofile, sono invece assai numerose, alla periferia dei piccoli 
noduli, le mastzellen a grossi granuli ed a lunghe diramazioni stel- 
lariformi, le quali, col loro numero, ricordano in alcuni punti i 
reperti istologici dell’ orticaria. Profondamente le ghiandole sudo- 
rali sono ipertrofiche e presentano degenerazione idropica di molti 
elementi. 

Tumori. — Reticolo connettivale assai manifesto (triacidc) 
per lo più disposto verticalmente e con punti di concentrazione 
attorno ai vasi sanguigni. Fra le cellule di questi elementi alcuni 
gruppi si presentano specialmente alterati ; il loro protoplasma è 
scarsissimo ed i nuclei ingranditi assai coutengono scarsa croma- 
tina, cosi da ricordare i nuclei vescicolosi degli endoteli vasali, 
ma non possono a questi essere assimilati per la mancanza di 
fibre elastiche che segnino il contorno. La loro forma è ovalare : 
Ricordano quegli accumuli di elementi linfoidi in moltiplicazione 
amitotica che recentemente il Nicolau descrisse in un caso di tu- 
more leucemico della cute. Mancano però in questi quelle forme 
le quali segnerebbero i diversi momenti della moltiplicazione cel- 



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lulare. Perciò io li ritengo come semplici stadi di degenerazione 
idropica dei connettivi. 

Visto a piccolo ingrandimento un tumore micosico permette ' 
di distinguere tre porzioni: Una periferica formata da elementi 
vari a grossi fasci con nuclei ricchi di cromatina e qualche leu- 
cocita polimorfo immigrato. I fasci sono fra di loro staccati da ab- 
bondante plasma il quale imbeve tutto il tessuto; questi fasci 
come ho già sopra ricordato e come scrissi nel mio precedente 
lavoro sono basofili. Segue uno strato nel quale si contengono 
elementi oblunghi, col tipo di flbroblasti ed altri stellariformi ir- 
regolaj’i. Infine si notano cellule piasmatiche tipiche, grandi e pic- 
cole disposte a gruppi irregolari senza connessione coi vasi san- 
guigni. Questo complesso di elementi, che ritengo fondamentali 
del tessuto micosico valgono per se soli a dare a questo un ri 
levante polimorfismo. Accanto a questi si devono aggiungere (os- 
servando a forte ingrandimento) delle cariocinesi, le quali hanno 
forma e grandezza diversa: in genere al centro di un grande nu- 
cleo si trova un monoaster di forma rotonda, altri invece pre- 
sentano fino a sei astri, disposti irregolarmente alla periferia del 
largo nucleo. La disposizione, la forma, la grandezza, il raggrup- 
pamento di questi elementi mitotici è del tutto irregolare e ri- 
corda elementi simili che si possono osservare specialmente nel 
sarcoma. 

Accanto a questi elementi devo ricordare delle grandi cel- 
lule pallide per lo più oblunghe con endoplasma vescicoloso, en- 
tro al quale si trova il nucleo trasformato in uno o più blocchi 
di sostanza intensamente avida di colori basici; talora il numero 
di questi blocchi è perfino di 12 a 14 e stanno dapprima raccolti 
entro lo spazio nucleare, ma poi terminano col diffondersi nel 
protoplasma cellullare e finiscono collo scomparire. Questi io li 
ritengo come fatti di degenerazione nucleare (cromatoressi) e ciò 
tanto più perchè osservando anche i leucociti polinucleati neutro - 
fili, i quali stanno in discreto numero nel tessuto, si possono 
seguire gli stessi o simili fatti degenerativi nucleari assieme a 
manifeste degenerazioni protoplasmatiche (Secchi-Fiocco). 

Quanto alla cellula piasmatica la questione è delicata ed es- 
senziale nello studio della micosi fungoide. Ho già detto della 
basofilia dei connettivi, della cromatofilia dei nuclei i quali vanno 



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assumendo il tipo del nucleo plasmacellulare e dissi delle trasfor- 
mazioni a plasmacellula dell’elemento connettivale. La disintegra- 
zione del protoplasma basofllo (granulolisij avviene rapidamente e 
queste cellule si trasformano in tipi i quali nulla hanno di co- 
mune morfologicamente colla plasmacellule èpiche : i granuli del 
nucleo si dispongono poi irregolarmente ed in alcuni casi m rag- 
gruppano al centro in un piccolo nucleo intensamente colorato, 
mentre in molti altri si distinguono completamente i granuli cro- 
matici dei nuclei sparsi fra le cellule del tessuto assieme ai gra- 
nuli basofili del protoplasma. .... 

Un altro elemento rappresentato in molti tumori mic^sici e 

derivazione delle plasmacellule si è la cellula gigante ma di que- 
sta non posso trattare in questo caso, poiché cellule di questo 
tipo mancano completamente iiei tumori. 

Sia nei noduli iniziali che nel tumore sviluppato non è il 
semplice elemento fibroblastico nè la plasmacellula tipica ciò che 
costituisce la totalità del tumore ; in molti punti anzi questi ele- 
menti sono assai scarsi. Dei blocchi di sostanza basofila che co- 
stituiscono la fibrilla connettivale trasformata, presentano nuclei in 
moltiplicazione araitotica e questi nuovi elementi assumono 1 a- 
spetto di cellule le quali non si possono paragonare alle grandi 
cellule piasmatiche (madri) ma solo alle cosidette plasmacellule fi- 
glie, alle plasmacellule atrofiche ed a quelle forme di elementi pla- 
smatici che derivano dalla plasmolisi artificiale, ottenuta a mezzo 
di soluzione di Na CI (v. Unna). Questo fatto avviene lontano dai 
vasi e, guardando nei focolaj iniziali, non si nota nel tessuto pe- 
riferico alcuna imigrazione di elementi, la quale giustifichi l’ idea 
della loro derivazione diapedetica. Sono dei veri elementi nati e 
svoltisi in sito con una neoformazione un po’ tumultuaria, la quale 
non arriva a dare perciò tutti i passaggi dal connettivo a plasma- 
cellule tipiche e da questo ai piccoli elementi ; vi arriva invece 
troppo rapidamente per modo che la loro evoluzione è incompleta. 
So si può dare a questi elementi piccoli il nome di linfocitoidi, 
perchè a questi elementi sanguigni specialmente si assomigliano, 
però dai veri linfociti si staccano, oltre che per la origine locale 
anche per la dissomiglianza nei loro caratteri cellulari più fini. 
Questi elementi talora si riducono rapidissimamente ad un semplice 
nucleo per la distruzione dello scarso protoplasma e sono quelli 



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che da molti vengono considerati come linfociti derivanti dal san- 
gue e per qnesto fatto si invoca la teoria diapedetica negata dal- 
l’Ehrlich ammessa dal Hirschfeld e Wolf, perle meno nei casi di 
vera leucemia linfatica. 

Queste le essenziali distinzioni del tessuto del tumore: l’epi- 
dermide al centro si mostra atrofica e solo nelle parti periferiche 
si notano delle lunghe ed irregolari digitazioni epiteliari (acan- 
tosi) e lo strato basale si trova disposto più o meno regolarmente 
a pa,lizzata, così da ricordare lo strato basale normale; non man- 
cano le cariocinesi. Notevolissimo è 1’ edema; la fibrillazione ap- 
pare assai manifesta e termina allo strato basale: Fra gli elementi 
rnalpighiani, negli spazi interciliari si trovano dei leucociti po- 
linucleati. In molti punti esistono vescicole epidermiche entro alle 
quali insieme a dei polinucleati si trovano alcuni elementi mono- 
nucleati i quali possono essere avvicinati ai linfociti, ma che non 
si può negare siano gli stessi elementi linfocitoidi già osservati 
nel tumore. 

1 vasi sanguigni sono manifestamente degenerati, ispessiti nelle 
loro pareti, con e'ementi endoteliali assai grandi, i quali si in- 
sinuano entro al lume vasaio: queste degenerazioni si spingono 
fino ai minimi capillari e spiegano 1’ abbondante afflusso di plasma, 
e r emigrazione facile dei leucociti, i quali però sono sempre, in 
questo caso, del tipo polinucleato : mancano le emazie. 

Assai complesso si presenta quindi il tumore micosico ma 
sempre caratterizzato da fatti neoformativi connetivali, da abbon- 
dante afflusso di plasma, discreto accumulo di leucociti polinucleati 
(i quali forse sono richiamati in sito dalla chemiotassi attiva dei 
parassiti che sempre esistono negli strati superficiali del tumore), 
e da manifesti fenomeni degenerativi. Il carattere della micosi 
fungoide istologicamente si è quello di una pluritipia cellulare in 
diretta derivazione dai connettivi, mentre nei tumori leucemici (per 
lo meno nei tumori leucemici a tipo linfoide, che sono quelli che 
formano la maggioranza di queste neoformazioni — il caso del 
Prof. Pellagati sarebbe il primo tipo di un tumore rnieloide della 
cute), si nota una prevalente monotipia cellulare e, secondo quasi 
tutti gli autori, i connettivi non partecipano al processo in questo 
caso, anzi vengono spinti alla periferia dal nodo neoformato. 

Gangli linfatici. — L’ ipertrofia di questi organi è assai ri- 



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levante; la capsula si presenta ispessita ed in buona parte alla 
periferia costituita da connettivo fibroso: all’ interno invece i nu- 
clei sono assai manifesti, l’ elemento è più basofilo, ed accanto 
ad alcuni tipi di cellule fibroblastiche si osserva un discreto nu- 
mero di cellule piasmatiche. In corrispondenza colle vie afferenti 
questi elementi plasmatici sono più evidenti e mostrano pure la 
plasmolisi e si accompagnano a grossi polinucleati a nucleo e pro- 
toplasma evidentemente alterato; anche i linfotici sono diflBcil- 



raente colorabili; il trabeccolato counettivale parenchimale è evi- 
dente e lungo questo esistono plasmacellule tipiche, assieme ad 
elementi a tipo fibroblastico con nucleo appariscente, discreta ba- 
sofilia; abbondano le cariocinesi. La sostanza follicolare è mani- 
festa assai nei preparati colorati col metodo Pappenheim perchè 
mentre il resto dell’ organo presenta una discreta avidità per la 
pironia o solo relativa, in questi punti si ha invece una marcata 
colorazione in verde e si osservano nuclei di forma diversa, sempre 
però piccoli e fra questi granuli di cromatina sparsi irregolar- 
mente; alcuni di questi nuclei contengono dei nucleoli tinti in 
rosso. Questo speciale aspetto, benché meno marcato, lo si ha an- 
che usando metodi diversi da quello sopra indicato. Il fatto può 
essere ritenuto in relazione con un accrescimento esagerato e sus- 
seguente mortificazione, quanto a fenomeni cadaverici sopra un 
tessuto assai delicato quale è l’ organo linfatico ; io ilo credo 
però legato al fatto dell’ aflusso dello stesso plasma il quale nella 
cute dà luogo a tanti fenomeni degenerativi. La sostanza midol- 
lare non presenta speciali alterazioni; si notano alcune cariocinesi 
e col bleu policromo risultano elementi i quali corrispondo al tipo 
delle pseudo plasmacellule di Hodara. Attorno esistono numerosis- 
simi 1 tipici linfociti ; non ho trovate cellule le quali ricordino i 
mielociti. Mancano i parassiti. 

Fegato — Quest' organo presenta le tipiche alterazioni grasso 
del parenchima. La capsula glissoniana in molti punti è ispessita 
0 presenta piccoli cumuli di leucociti polinucleati neutroflii e qual- 
che plasmacellula, Il connettivo interlobulare e quello intcracinoso 
sono ispessiti ; abbondano in questo le cellule allungate con nucleo 

in“cL?ó ® P'' 0 ‘oplasma basoflio; alcuni elementi sono 

n cariocinesi, non mancano le cellule piasmatiche, abbondano le 
bre elastiche (fenomeni precirrotici ?), Dove lo alterazioni sono 



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più evidenti si è attorno alle venule poi tali, ove stanno dei pic- 
coli focolai cellulari, costituiti da flbrocellule, da leucociti polinu- 
cleari neiitrofili, da discreto numero di cellule piasmatiche e da 
elementi linfocitoidi. Entro a questi focolai abbondano pure gra- 
nuli di sostanza basofila, il tutto disposto entro ad un reticolo 
connettivale che ne forma la impalcatura. Vasi ispessiti con endo- 
telio degenerato. 

Placche del Pejer. — Non presentano speciali alterazioni, 
all’ infuori di una iperplasia leggerissima dei follicoli linfatici. 

Milza. — La capsula è sclerosata, il trabecolato connetti- 
vale ispessito. Attorno ai vasi si trovano leucociti polinucleati, 
linfociti ed a ridosso della parete dei grandi mononucleati. Le le- 
sioni più importanti si trovano nei follicoli linfatici i quali sono 
iperplastici, contengono un reticolo connettivale assai più svilup- 
pato che di norma: le così dette cellule madri o germinali pre- 
sentano protoplasma basofilo ; il nucleo è scarsamente cromatinico. 
Accanto a questi elementi sta un mosaico di cellule a nucleo a 
grossi granuli intensamente colorati in verde, disposti alla periferia, 
endoplasma pallido, esoplasma intensamente come ciliegia, forma po- 
liedrica irregolare: tali cellule corrispondono alle piasmatiche di 
Unna. La colorazione col metodo indicato dal Pellagati mette in evi- 
denza qualche poliedocita e dei linfociti. Fatti consimili di basofilia 
dei connettivi, di formazionè di cellule piasmatiche, si osservano 
pure in molti punti lungo i setti della capsula. Nulla di speciale 
nella polpa; vasi ispessiti con degenerazioni endoteliali. 

Rene — Nulla di speciale all’ infuori di degenerazione grassa 
ed ispessimento delle pareti e degli endoteli vasali. 

Ghiandole sopra renali — In questi organi le alterazioni 
sono tutte vasali e perivasali. Tonache ispessite, endotelio rigonfio 
e proliferato: in molti punti esistono delle emorragie recenti. 

Midollo osseo. — Le modificazioni da me riscontrate si pos- 
sono classificare come una degenerazione mucinica dell’ organo: vi 
si osserva un grande reticolo dato da cellule a tipo mucoso, stel- 
late, con lunghe ramificazioni ; scarse e piccole cellule grasse 
oblunghe. Lo stroma si compone di cellule con grande nucleo ova- 
lare pallido scarso di cromatina : entro al reticolo stanno scai’si 
raielociti : scarse pure le cellule oiifile e tutti gli altri componenti 
normali del midollo funzionante. 



— 15 — 



Descritte così sommariamente le alterazioni proprie di questo 
caso di micosi fungoide, noto subito come queste corrispondano 
in gran parte a quelle osservate negli altri casi da me descritti, 
per ciò che si riferisce alle alterazioni cutanee, anzi più special- 
mente trovo di paragonarle a quelle osservate dal prof. Broda nel 
caso della Bertiato e da me in quelli del Pellegatti del Trevisan 
e Tamburlin ; si staccano invece dal tipo dell’ Ortelli nel quale i 
fenomeni di essudazione erano assai più manifesti e 1’ edema costi 
tuiva uno dei fatti più salienti, assieme ad una diapedesi abbon- 
dante di leucociti polinucleati. 

Nessuno ignora quale importanza oggi si ascriva all’esame del 
sangue in questa malattia e ciò tanto dal punto eziologico (poiché 
molti in questa forma vedono un fatto di linfadenia cutanea altri di 
pseudoleucemia od infine di vera leucemia cutanea, una sarcomatosi 
ed altri infine uno speciale tipo di granuloma) vi è inoltre da conside- 
rare l’oscurità che avvolge ancora questa forma morbosa e le incer- 
tezze che si incontrano nella diagnosi dei primi fenomeni cutanei 
premicosici i quali difficilmente si lasciano specificare clinicamente. 

Per queste ragioni quindi, nella speranza da una parte di tro- 
var conferma ad un concetto eziologico, dall’ altra di trovare in 
queste ricerche un punto di app(»ggio alla diagnosi, 1’ esame del 
sangue si è imposto e si impone in tutti i casi di micosi fungoide. 
Riporto in tabelle i risultati ottenuti in questo caso, e vi aggiungo 
il confronto fra queste e gli altri esami da me praticati nei casi 
precedentemente studiati, per trarne qualche conclusione generale. 

TABELLA I.“ 





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09 — 

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Percentuale delle diverse varietà di Leucociti 


i 


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3 LU 
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3 09 

Z _J 


E 

IXI 


Polin, 


1 Grandi 
I mono, 
i 


Forme 
di pas. 


Linfociti 


Eosi- 

nofile 


1° 


80 


i 

; : 

! 1 

4.480.000 


12.000 


1:373 


76 


1 

4 


2 


14 


4 


2° 


75 


; 4.090.000 


24.000 


1:170 


69 


4 


3 


18 


6 


3“ 


75 


1 4.025.000 


32..000 


1:125 


60 


4 


2 


28 


6 


4° 


75 

i 

i 

t 


i 4.000.000 
: 


32.500 

1 


1:123 


54 

i 

1 

ì 


1 8 
i 

: 

: 


6 

i 


00 


4 

I 



16 



TABELLA IL^ 



0|0 di 
Emoglobina 

Num. degli 
Eritrociti 


Num. dei 
Leucocit 


o i i 

o S IPercent. delle div. varietà di Leucociti: 

"Co: 

o o : ? 


Plasmacellule 


Mastzelien 


i 

à 1 

E 

LJJ : 


Polin. ; 


Grandi 

mono. 


Lin- 

fociti 


Eosi j 
notile i 


I i i 

Pellegata 






t 




t 




1 




1° ; 60 i 3.700.000 


8.000 i 


1:462 I 


66 1 


4 


26 


3 


— 


— 


2" : 65 ; 3.800.000 


9.100 i 


1:417 1 


62 i 


6 


28 


2 


— 


— 


3° ; 7» i 4.200.000 


9.500 i 


1:442 i 


54 


10 


32 


2 


1(?) 


— 


4° i 78 i 4.530.000 


9 700 • 


1:464 i 


50 : 


13 


30 


3 


2(?) 


— 


5° ; 65 i 3.850.000 


12.000 ■ 


1:320 i 


47 ! 


8 


38 


2 


2(?) 


1 


GP 1 50 j 3.100.000 


15.000 . 


1:206 i 


49 i 


8 


36 


3 


2(?) 


1 


Trevisan 


; 
















1° ; 85 ; 4.600.000 


12.400 i 


1:370 i 


44 


5 


38 


12 




1 


2° I 85 i 4.600.000 


12.500 i 


1:368 i 


40 


5 


40 


12 


— 


1 


3° ! 80 : 4.500.000 


14.000 i 


1:321 i 


40 


5 


• 40 


14 


— 


1 


4° ^ 80 i 4.300.000 


24.000 i 


1:176 ; 


40 


4 


42 


14 


— 


— 


5° i 80 i 4.200.000 


25.200 i 


1:166 : 


38 


6 


44 


12 


— 


— 


6° i 78 U. 100.000 


28.300 ! 


1:141 i 


36 


6 


44 


14 


— 


— 


7“ i 70 i 4.000.000 


38.200 j 

i 


1:110 i 


37 


6 


46 


10 




1 


Tambnrlin : 
















1° i 82 1 4.250.000 


10.000 i 


1:425 ! 


60 


4 


29 


2 


— 


— 


2° i 80 i 4.100.000 


12.000 i 


1:341 i 


54 


4 


37 


4 


— 


1 


3° ! 80 1 4.100.000 


12.000 ^ 


1:341 : 


55 


4 


38 


4 


— 




4° i 78 i 4.200.000 


14.000 : 


1:297 : 


50 


5 


40 


5 


— 


— 


5° i 78 i 4.200.000 


14.200 ; 


1:295 i 


50 


5 


39 


6 




— 


6° I 78 i 4.100.090 


14.300 1 


1:285 i 


48 


5 


40 


6 




““ 


Ortelli : 


















1° i 80 i 4.600.000 


8.600 


1:534 


65 


4 


i 25 


4 


i — 


1 


2° i 80 ; 4.100.000 


8.800 


1:450 


56 


4 


i 31 


8 






3° 1 60 : 3.900.000 


9.700 


1:402 


58 


i 3 


: 28 


10 


— 




4° i 60 : 3.600.000 


i 12.000 


1:300 


62 


i 3 


i 24 


8 


— 


1 


5° 1 70 1 3.300.000 


i 18.700 


1:176 


54 


i 4 


i 30 


I 1 


— 


1 


7® 1 80 i 3.100.100 


; 15.000 


1:189 


58 


i 4 


25 


12 


— 




7° I 70 i 3.500.000 


i 21.000 


1:165 


50 


i 5 


i 32 


12 


— 




8^^ 1 70 1 3.500.000 

1 ! ^ 


i 21.200 


1:165 


46 


i 5 


1 


14 







— 17 — 



Coiisidericimn i risu'tnii di queste ricerche ematiche : nel primo 
caso il rapporto B : R varia fra 1 : 462 a 1 : 206 ; nel secondo 
1 : 370 a 1 : 110 : nel terzo 1 : 425 a 1 : 285 ; nel quarto 1 : 534 
a 1 :165; nel quinto 1 :373; a 1 : 123; da ciò devo concludere 
che il l apporto emo leuccitario che normalmente oscilla fra 1 : 600 
a 1 . /OO è alterato. Questo è alterato nel senso c^i una vera 
leucemia ? 

Riferendomi agli studi generali di Ehrlich ed a quelli di Pinkus 
e Lazarus nonché alle ricerche di Levaditi di Bezancon e Labbè 
per ciò che si riferisce ai concetti fondamentali di questi studi 
ornai oh gici ed alle ricerche di Leredde di Pinkus di Neckan di 
Jadassohn e Nicolau per ciò che riguarda la cute, trovo da os- 
servare che il rapporto normale B:R è alterato, ma non nel senso 
di una vera leucemia linfatica, per la quale il Pinkus assegna 
B: R = 1 : 100 ovvero 1 : 200 (liufocitosi assoluta) ma piuttosto se- 
condo Il rapporto B : R. = 1 : 300 è più, cioè a quanto si osserva 
nella pseudo leucemia (leucocitosi relativa). 

Questi risultati si staccano completamente da quanto ebbe ad 
osservare recentemente il prof. Pellagatti in un caso di m/cosi fun- 



goldemX quale in un primo periodo il rapporto B : R era 1:196 




a 4.000,000 ; B = 23000. II. R. = 1.900 000- B 
R = 1.140,000 B = 122.500. ’ ' 



Linfociti 

Grandi mononucleati 
Forme di passaggio 
Eosinofile polinucleate 
Neutrofile polinucleate 
In questo caso i linfociti 



I 



II III 

4 3 

6 6.3 

9 11 

3 6.5 

77 73.6 



» 5 

» 7 



» 




• » 77 77 73.6 

si mantennero nei rapporti normali, 



— 18 — 



viene osservare che, date le condizioni speciali dell’ apparecchio 
inielogeno (Banti) le leucemie di tal natura sono sempre caratte- 
rizzate da una evidente alterazione sanguigna, poiché il materiale 
deve di necessità scaricarsi in circolo, stante l’ impossibilità di 
espansione della teca ossea e le speciali condizioni anatomiche dei 
vasi sanguigni midollari; nella leucemia linfatica invece gli ele- 
menti possono accumularsi negli organi linfoidi e non apparire che 
tardivamente o non affatto in circolo. 

Nel mio lavoro precedente dopo aver considerate le alterazioni 
sanguigne, non mi decidevo ad ammettere una vera leucemia, 
poiché consideravo che in molti casi di tumori (sarcomi, epitelio- 
mi ecc.) non solo il rapporto B: R trova spostato in modo 
manifesto, ma corr.spondentemente anche l’ equilibrio leucocitario 
ed in alcuni casi forse assai più che nella micosi fungoide, poi- 
ché, come nei casi di tumori maligni, in questa dermatosi si os - 
serva 1’ aumentarsi della leucocitemia coll’ aggravarsi della forma. 
Trovavo inoltre da considerare che in questa forma morbosa esiste 
come sintoma quasi essenziale la adenia : tutte le ghiandole sono 
più 0 meno ingrossate ed il loro aumento é pure proporzionato, 
in molti casi, alla gravità della forma. Ritenevo quindi come non 
improbabile che la linfocitosi osservata, fosse in relazione alla esa- 
gerata ed anomala funzione delle ghiandole linfatiche. In generale 
però é stato notato che nei casi di epitelioma l’ iperleucocitosi os- 
servata da Hajem, Strauss e Rohnstein e da Donati e caratteriz- 
zata da una polinucleosi e solo di rado da monocleosi. Cosi pure 
si ha iperleucocitosi e polinucleosi nel sarcoma : nelle malattie cu- 
tanee le alterazioni sanguigne sono (meno rare eccezioni-leucemidi) 
caratterizzate da polinucleosi ed eosinofilia. 

Non é il valore assoluto dei leucociti rispetto ai globuli rossi 
del sangue il dato che può offrire una base sicura per giudicare 
intorno all’ esistenza o meno di una leucemia, ma bensì sono le al- 
terazioni qualitative del rapporto leucocitario, poiché la semplice 
polinucleosi non costituisce per se che una leucocitosi e non leu- 
cemia. A ragione Leredde trattando delle Eraatodermiti nella Pra- 
tique Dermatologique dice che pur troppo fino ad oggi i reperti 
sanguigni della micosi fungoide non furono suflScieutemente accu- 
rati e che quindi mancano le basi per poter giudicare seriamente 
quale sia il valore emoleucocitario e quale 1’ equilibrio leuQocitario 



— 19 



ìq questa dermatosi, 
seguenti : 



I valori assoluti da me ricavati furono i 



I 



Polinucleati . 66-49 

Grandi rnononucleati 4-13 
Forme di pàssaggio — 
Linfociti 26-38 

Eosinofile 2-3 



ir 

44-36 

5-6 



III 

60-48 

4-5 



IV 

65-46 

3-5 



29-40 

2-6 



24-35 
’ 4-14 



V 

76-54 

4-8 

1-6 

14-28 

4-6 



36-46 
12-14 

Allgejer, Woil, Bensaud, Leredde, Menahem, Hodara, pensano 
che la linfocitosi sia il carattere sanguigno della micosi fungoide : 
il Leredde scrive che il rapporto del linfociti e dei rnononucleati 
(elementi linfoidi) rispetto agli altri elementi leucocitari può ele- 
varsi da 40 (cifra normale) a 50, 60 0[0. Si deve pure notare 
che r equilibrio leucocitario non è perfettamente stabilito e varia 
a seconda dei diversi ricercatori e cosi pure che la proporzione 
dei linfociti subisce normalmente delle oscillazioni di 4.7 0[Q. 

In tesi generale Bezancon e Labbè concludono ; « on peut 
» estimer qu’il existe un etàt pathologique toutes les fois qu’ il y 
» a en circulation chez 1’ adulte plus de 70 0[Q ou moins de 60 0[0 
» des leucocites polinucleaires ; plus de 40 0 |q ou raoin de 30 OjQ 
» des leucocites monucleaires ; pas des eosiuofiles ou plus de 3-4 ». 

I rapporti omnleucocitari ed il percentuale fra le diverse va- 
rietà di leucociti nella micosi fungoide, nei casi da me studiati, 
non parlano per una leucemia perfettamente stabilita, ma solo 
per una mononucleosi. Un confronto si può stabilire fra questa 
forma morbosa e quegli stati speciali, assai complessi, che sono 
le pseudo leucemie. Queste, senza formare una entità morbosa a sè, 
pure rappresentano nno speciale sindroma anatomo clinico, senza 
dubbio di varia eziologia, ma nel quale le localizzazioni delle spe- 
ciali loro lesioni sopra gli organi ematopoietici, producono dei di- 
sturbi funzionali di questi organi, disturbi i -quali si traducono cli- 
nicamente con sintomi speciali, in primo luogo dei quali si trova 
r anemia e la modificazione della formula leucocitaria : si è la lo- 
calizzazione anatomica delle lesioni che forma V individualità del 
sindroma (Besancon e Labbè). 

Accanto a dei casi in cui la micosi fungoide si svolse senza 
alterazioni ematiche (V. nota terminule), si trovano altri nei quali 
le alterazioni esistono nel senso di una mononucleosi, mentre in 



— 20 — 



altri si notò esclusivamente eosinofilia discreta, e finalmente esi- 
stono casi no)i dubbi nei quali le alterazioni sanguigne parlano 
chiaramente per uno stato leucemico (e ciò senza includere nel 
capitolo della micosi fuugoide il tipo descritto dal Kaposi come 
linfodermia perniciosa, ’a quale secondo i francesi sarebbe una va- 
varietà della stessa micosi fungoide). Questi dati contradditori san- 
guigni possono tutti rientrare perfettamente nel quadro della pseudo 
leucemia, la quale costituisce un fenomeno* di alterata funzione 
degli organi linfo poietici e la sola differenza essenziale clinica fra 
questa e la leucemia sta nel fatto che il prodotto della neofor- 
mazione linfatica si versi o meno nel cii’colo sanguigno. 

Dopo di ciò mi è permesso accogliere l’ idea del Prof. Pel- 
legatti di includere la micosi fungoide fra le leucemidi ? — Cer- 
tamente nel caso studiato da quell’ A. questa conclusione era pos- 
sibile: il fatto cutaneo e quello ematico, assieme alle alterazioni 
della milza e del midollo osseo parlavano per una vera leucemia; 
e questo termine di leucemide potrebbe forse essere accolto anche 
per i casi di Leredde e Weil ed in quello di Allgeyer e Philip- 
pson, nel senso di una forma pseudo leucemica linfatica: ma non 
cosi si può dire dei casi (e sono molti) in cui le alterazioni san- 
guigne non esistevano e non esistevano neanche alterazioni ca- 
ratteristiche della leucemia e della pseudo lucemia negli oì’gani 
linfopoietici. 

Per ora credo prudente di non concludere davanti ad un 
numero così esiguo di fatti, tantopiù che se è vero che le alte- 
razioni cutanee premicosiche sono in gran parte simili a quelle 
date nella cute dalla leucemia e pseudo lucemia, pure non man- 
cano casi di malattie generali (tubercolosi) nei quali si osservano 
alterazioni cutanee assai simili a quelle premicosiche; i fenomeni 
premicosici non parlano che per una forma di emo-dermite (tossi- 
dermi te). 

Già nel mio precedente lavoro ho notato come sotto l’ in- 
fluenza probabilmente del plasma alterato, speciale, i connettivi, 
per punti, assumono una speciale basofilia (pironinofilia). Questi 
nuclei di sostanza basofila indicano, secondo il mio modo di ve- 
dere, il primo stadio della formazione del nodulo mict'sico, men- 
tre altre alterazioni cutanee che coesistono non sono specifiche 
della malattia, in quanto che mon sono che dei fatti infiammatori. 



— 21 — 



ai quali si accompagna una discreta diapedesi negli strati super 
fidali del derma, dell' edema, con lesioni epidermiche le quali as- 
somigliano a quelle proprie dell’ eczema papuloso. Questa baso- 
filia del connettivo non può ritenersi come un fatto di secondaria 
importanza, quando si abbia presente quanto hanno dimostrato le 
ricerche del Bosellini intorno alla genesi delle cellule plasmatiche 
delle pseudo plasraacellule, dei linfociti e delle cellule linfocitoidi. 
Tale basofilia è il primo segno ad una trasformazione dei connet- 
tivi e specialmente alla formazione di cellule plasmatiche madri e 
per plasmolisi da queste si arriva alla formazione di elementi lin- 

focitoidi. . . 

«Linfociti dell’uno e dell’altro tipo (scrive il Bosellini) ve- 

» donsi anche nel tessuto granulomatoso, senza che debbansi rite- 
» nere di origine diapedetica : sarebbe da risolvere sempre la que- 
» stione della loro capacità a migrare: uè è a ritenersi che pro- 
» vengano da cellule mononucleari basofile migrate d origine 
» linfoide, poi ridotte di volume in sito per plasmolisi. Essi possono 
» aversi direttamente dalla plasmacellula del connettivo per ridu- 
» zione del corpo protoplasmatico, la quale avviene per frammen- 
» tazione sì che rimane il nucleo quasi isolato ». 

Questa speciale trasformazione che si compie in focolai sparsi 



più 0 meno abbondantemente ma non mai in continuità di tessuto 
per qual ragione non colpisce uniformemente tutta la cute? Delle 
due cose una : o 1’ agente della micosi fuugoide viene dall’esterno 
ed agisce per focolai nei punti ove penetra più facilmente (e con- 
tro ciò stanno la non provata contagiosità della forma e la non 
riscontrata presenza di parassiti specifici della malattia) ; o 1’ a- 
zione eccitante alla micosi viene dall’ interno a mezzo del sangue 
circolante (fatto dime strato dalle alterazioni vasali cutanee e da 
quelle degli organi interni, dalle alterazioni ghiandolari, dalla pre- 
senza di citotossine nel plasma ecc.) ed allora conviene pensare che 
solo alcuni punti della pelle possono subire lo stimolo di queste 
sostanze irritanti ed iniziare la formazione del focolaio raicosico. 
Davanti agli studi del Bosellini ed a quanto io stesso ho potuto 
controllare, studiando la cute, le ghiandole linfatiche e la milza 
dei conigli innestati con un bacillo ricavato dal tessuto dei bouba- 
tici, io sono indotto a pensare che alcuni punti particolari del derma 
possedano una speciale funzione (e ciò nei micosici e forse anche 



— 22 — 



nella Pitiriasis rubra di Hebr'a, nelle leucemidi ecc.), funzione che 
si esplica colla basofilia, formazione di plasraacellule o di pseudo 
plasmacellule (piccolo-atrofiche plasraace'lule) e di elementi liu- 
fooitoidi e rapida, talora rapidissima plasmolisi, la quale può spin- 
gersi così oltre in molti casi (specie nel. a parte centrale dei tumori) 
da ridurre la cellula al solo nucleo il quale poi a sua volta degenera 
e si distrugge. Questi focolai fanno pensare alla comune origine 
degli organi linfatici e dei connetivi della cute e richiamano alla 
teoria del Ribbert e del Foà i quali pensano all’ esistenza nel con- 
nettivo di veri nuclei linfatici, lo non credo che questi esistano 
già specificati, ma ritengo probabile l’esistenza nei connettivi cutanei 
di clementi i quali sotto l’ influenza di speciali stimoli possono as- 
sumere una funzione paragonabile a quella degli organi linfatici. 
Con ciò non si negherebbe la verità di quanto osservò il Dott. Unna, 
della esistenza cioè di plasmacellule nella micosi fungoide, della 
loro rapida degenerazione protoplasmatica, soltanto che a questi 
fatti si darebbe un’ interpretazione diversa di quella del granuloma 
ammessa dal sopraindicato autore. Io conforto questa ipotesi an- 
che con alcuni fatti istologicamente da me osservati in ’ ghiandol e 
in un caso di morbo di Hodgking; questa ipotesi non sarebbe 
contraddetta nè dagli studi di Unna, di Himrael, Hodara, Bosellini 
intorno alle cellule piasmatiche nei granulomiui e darebbe spiega- 
zione dei .'atti osse''vati da Ribbert, da Pinkus e Ranvier intorno 
all’ esistenza di focolai linfatici nella cute, solo però nel senso di 
una trasformazione di focolai conuetivali in focolai linfociloidi e non 
già in quello di una neoformazione la quale parta da preesistenti 
focolai linfatici. 

Se ulteriori ricerche stabiliranno 1’ esistenza dì questi tipi leu- 
cemici e pseudo leucemici della micosi fungoide allora si potrà 
veder stabilita una serie di malattie a tipo linfatico col seguente 
schema : 

I — Linfodermia perniciosa a tipo Kaposi. 

II — Micosi fungoide a tipo di leucemia midollare. 

Ili — » » a tipo di leucemia linfatica 

IV — » » a tipo di pseudo leucemia 

V — Eritrodermie premicosiche con rilevanti alterazioni a tipo 

leucemico del sangue 



— 23 — 



VI — Leiicemidi. (1) 

Io nou intendo di piantare nuove teorie, solo mi piace osser- 
vare che Io studio accurato ematico e quello istologico dei tumori 
cutanei e degli organi emopoietici potrà guidare ad una più ra- 
zionale classificazione di questa così importante e complessa der- 
matosi. 



(Ij Secondo il concetto di Audry, col termine di Leucemidi sarebbe da 
comprendersi quel complesso di fenomeni transitori e permanenti, che si os- 
sei vano nella cute in diretta relazione colla Leucemia e pseudo-leucemia. 



BIBLIOGRAFIA 



1891. Brocq et Matton — Gas de Mycosis fongoides. — Annales. d. Derm. 
et Syph 1881, p. 583. 

R — 4.991.000 — B — 9.980 B:R= 1.410. 

Non esiste leucocitosi. 

1892. M. Tempou. - Un cas de M. f. - Anu. d. Derm. et Svph 1892 
p. 3 1 . 

Non esiste leucocitemia. 

Besnter et Deux. — Obsorvations nouvelles pour servir à l’ istoire clini- 
que de la M. f. ecc. — Ann. d. D. et S. 1892 p 241 
R 4. 301.000. 

Non leucocitosi. 

p 12^?^°^"““ Jeanselme ~ Un cas de M. f. ecc. - Ann. d. D. et S. 1892 
B:R — 1:310 ad 1:205. 

et ~ érythrodermie du M. f. _ Ann. d. D. 

II caso. Leucocitosi ed ipoglobulia, non leucemia. 

HI caso. Non leucemia. 

IV caso. Non leucemia. 

18M, Balhpeau et Jeanselme. ~ Douxi.'me note sur un cas de M. f avec 
S.'lras p“«7 '« - Ann. d. D. et 

13; R = 1:S50. 

s. "■ f- - D. et 

I. caso. R .5.250.00 — B 11.800 B:R= 1-444 

II. caso. R 5.375.000 — B 14.000 B:R= l;39o. 



— S4 — 



1895. Hallopeau et Salmon. — Sui’ trois cae de M. f. - Ann. d, D. et S. 1895 
,p. 331. 

111. caso. B = 22.000 per mm^. 

Leuconcitosi certa, ma scarsa. 

•Lei-edde — Présentation d’ urie malade atteinte de M. f. Elude clinique et 
hi.stologiqne. — Ann. d. D. et S. 1895, p. 554. 

Abbondante leucocitosi. 

Philippson. — Di un caso di M. f. tipica con localizzazioni interne. 
Giorno ital. d. malat. ven. e pelle. — Die. 1895. 

R = 4.185 000 B 23.560. B;R. = 1:176 
Aumento dovuto specialmente ad eosinofilia. 

1896. Danlos. — Erythi’odermie exfolliante de nature probablement rny- 
cosique (?). — Ann. d D. et S. 1896, p. 1326. 

R ^ 3.350000 B 112.500. — B : R=- 1:297. 

Polinucleati 31 OjO j 

Mononucleati e Linfociti . 32 Ojp ' Leucemia. 

Eosinofile 37 OjO i 

Danlos. — Dermatite chronique exfoliante benigne ou érythéme préinyco- 
sique(?) — Ann. d. D. et S. 1896, p. 47. 

R = 5.200.000 B 17.125 — B:R — 1:360. 

Polinucleati 27 0(0 J 

Mononucleati e linfociti ... 50 0^ | Leucemia. 

Eosinofile. . , 23 0^0 J 

Hallopeau et Bureau. — Sur un cos de M. f. -arvec poussées bulleuses. — 
Ann. d. D. et S. 1896, p. 547. 

Esame estempoi'aneo del sangne non mostra alterato rapporto B:R. (!) 
Hallopeau et Bureau. — Sur un cas de M. i. avec localisations polymor- 
phes et vegetations axillaires et inguiaàles. — Ann. d. D. et S. 1896, 

p. 1082. 

L’ esame del sangue non dimostra alcuno stato patologico. 

189-7. Hallopeau. — Sur qua:tre cas (deux auoiens et -deux -nouveaux) de 
M. f. — Ann. d. D. es, S. 1897, p. 1115. 

1. caso: Sangue R? B 16.800. 

Eosinofile rare. 

IV caso : Sangue R = 6.300.000 B = 39.000 
B;R=: 1:160. 

Eosinofile rare. 

Besnier et Hallopeau. — Sur un cas de M. f. d’ émblée a-v«e lósions aigues 
multiforraes. — Ann. d. D. let S. 1897, p. 743. 

Sangue R?,JB: 6:600. 

' Polinucleati 56 0[Q 

Mononucleati-Linfociti .... 33 

Eosinofile 11. 

Hollopeau et Weil. — Sui’ un cas d’ érythrodermie prémycosi([ue avec 
lésions bucales et phariugées. — Ann. «d. D. et S. 1897, p. 65il. 

Sangue R = 4.680:000.3 = 12.000. 



— 25 — 



1898. Leredde et Weil. — Etude histologique dò trois cas de M. f. ter- 
minós par la mort. Rapport du M. f. de la Lyinphedémó et de la Leucemie. 
Archi ves d. méd, expérimentale. 

.lanvier 1898, p. 124. 

1 caso: Sangue R 5.200.000-3.350.000 B 17.125-112.500 B:R = 1:303-129 

Polinucleati 0^0 27 — 31 

Mononucleari-Linfociti . . 50 — 32 

Eosinoflle 23 — 37 

li caso: Sangue normale. 

Ili caso; Sangue R? — B 19.000. 

Polinucleati ....... 66 0^0 

Mouonucleati-Linfociti .... 32 

Eosinoflle 1-2. 

Du Castel et Leredde. — Anomalies du période prómycosique — Ann. d. 
D. et S. 1898. p. 253. 

R ? B r= 5.500. 

Vi ha certo grado di linfocitosi. 

1899. Augagneur . — A propos d’ un cas de M. f. anormal (?) — Ann d 
D. et S. 1S99, p. 445. 

Sangue. Non esiste leucocitosi. 

1900. J, Gallofway and. H. Macleod. — Mycosis fungoides. — The Bri- 
tish .lournal òf Dermatology. May 1900. 

Sangue. R = 4.900.000 - B 8.000. 

R: B = 1:612. 



Polinucleati Otn 69 t 

Linfociti ’ ^ 25 / 

Grandi mononucleati 5 ^ normale. 

Eosinoflle ; . . 1-2. j 

Eallopeau et Boché. Sur un M. f. localisó en ime enorme tumeur fa- 
mle et une eruptione eczematoide de P une des maina. - Ann. d. D. et S. 

1900, p. no. 



Gastoud et 
p. 534. 



Polinucleari .... 
Polinucleari eosinoflle 
Mononucleari eosinoflle 

Linfociti 

Sabourand. — Mycosis 



... 65 Oio 
... 10 
. . 0 
... 25 

fungoides. — Ann. d. D. et S 



1900 



Sangue, R = 3.940.000 B =r 24.880. 
B:R=: 1:158. 



Poli nucleari . . 
Linfociti . . . 
Mononucleari . 
Eosinoflle . . 
1901. Gaucher et Lecapin. — 
1901, p. 5.55. 

A.llgeifer. — Micosi fungoide 
Mediche 1901 n. 11. 



j 

. . . ] 26 I linfocitosi 

11. I 

M. f. à forme cyanotique. — Ann. D. et S. 
e leucocitosi linfatica. — Archivio d. scienze 



— 26 — 



Sangue. K =’4.500.000 B = 29.5000-40.000. 

Polinucleati ueutr 48 0 [q 

mononucleati . . 42 — 65 — 33 

Eosinofile 10. 

1902. Gastou. — M. f. ; érythémo pennaiieat et nóoplasles réinitentes. — 
Ann cl. D. et S 1902, p. 599. ' 

Polinucleosi e leucocitosi abbondante. 

Danlos — M. f. à évolutiou rapide. — Ann d. D. et S. 1902. 

R = 4.12.000 B 35,000. 

B:R = 1:117. 

Polinucleari .... 75 0 [q 
P olinucl. eosinof. . . . 13.5 

Mononucleati ... : 15 

Must/.ellen 0.5. 

Chirivino. — Contributo clinico ed anatoino istologico allo studio di alcune 
forme neoplastiche della cute di natura dubbia. — Giorn. interna/., delle 
scienze mediche 1902. 

B : R 1.388. Leggera leucocitosi. 

1903. Jadassohn — Mycosis fungoide — Correspondenz. Blatt f. Sch'veizer 
Aertze. 1903, p. 20. 

Sangue ed organi interni normali. 

Hallopeau et Lebvet. — Sur un cas ti'ós probable d’ crythrodcsmio myco- 
siquo. — Ann. d. D. et S. 1903, [i. 500. 

B = 12.000. 

Polinucleati neuti’ofili 75 0{0 

Polinucleati eosinofili 10 

.Mononucleati 14. 

S. Sereni, — Micosi fungoide Ricerche microscopiche e batteriologiche. — 
Labor. d. Istol. e Fisioi. generale dcdla R. Università di Roma 1893. 

R. _ 4.400.000 B. 32.000. 

B:R — 1:134, 

XII. 1900. R — 3.296.000. B — 27.200. 



B:Rz= 1:121. 

Polinucleari neutrofili 76 0|o 

Linfociti 8 

Grandi mononucleati 10 

Eosinofile 6. 



V. 1901. — R=: 4.400.000 B = 32.000. 

B:R— 1:134. 

Polinucleati neutrofili 68 Ojq 

Piccoli mononucleati 10 

Grandi mononucleati 13 

Co.sinofile 9. 

Meyerhardt. — Mycosi fungoides. — Berliner dermat. Gessellschaft. l'.X)3. 
Sangue : scarsa Leucocitosi. 

Aumento eosinofile. 



^ Polinucleosi eosinofilia. 

I 






— 27 — 



1904. Menahem Hodara. — Iniierliche Dai‘reichung. von Ichthyol in divi 
Falien vou M. f., und hiimatologische Untersuchung zvveier diesel- Falle uni 
die Zeit ihi-es Beginnes. — Moiiatsh. f. prakt. Dermat. 1904, 15 May. 

II. caso B;R=: 1:250. 



75 0[o 
7 
6 

7. 



, Polinucleati. . . , 60 Oiq 

Grandi mononucleati 25 

Medi mononucleati 7 

Piccoli mononucleati 2 

Linfociti 5 

Kosinofile 1-2 

Aumento dato specie dai mononucleati. 

III. caso B :R = 1.100. 

Polinucleati 48 Ojq 

Gi'andi mononucleati 35 

Medi e piccoli mononucleati ... 10 

Eosinofile 0 . 

Krasnoglasoio. — Sedute Società Dermotologica di Mosca — 10 novem- 
bre 1904, 

R 5.000 000 B 10.000. 

B:R = 1;500. 

Pellagati. Mycosis fungoides und Leukàmie. — Monstsh. f. prakt De- 
rmat. 1904. Bd. 39, n. 7-8. 

In questo lavoro oltre i dati ematici sopra ricordati si trova menzione: 

I. Caso Dott. Bertarelli e Pasini nel quale esistevano. 

B: + 100.000. 

II. Caso della clinica di Parma. 

B;R=l:7con tendenza ad aumento progressivo dei B. 

Nicolau (Bucarest). - Contribution à l’étude cliuique et histologique des 
mamfestations cutanees de la Leucemie et de la Pseudo-leucemie. - (Trav. 

. 1 Umv. d. Berne. Prof. Jadassohn) — Ann. d. D. et S. 1904. p. 753 . 

Per la letteratura generale V. mio precedente lavoro : 

alla mirnsTf” cliniche; anatomo-patologiche e sperimentali intorno 

alia micosi fungoide. — Padova i902.